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Il termine Videogioco Indipendente o Indie viene utilizzato per classificare i giochi sviluppati da un singolo o da un piccolo gruppo di persone che non dipendono da una grande software house.

‌‌La nascita di un videogioco segue due fasi ben precise: la produzione e la distribuzione. Questi due passaggi possono essere svolti dallo stesso soggetto, oppure un'azienda di software può produrre il videogame e farlo distribuire da terzi. Può naturalmente succedere anche il contrario: un’azienda commissiona lo sviluppo a terzi per poi occuparsi successivamente della distribuzione.

‌‌In questo ultimo caso però scadenze di lavoro ridotte e pressioni da parte del committente possono far si che, pur di rispettare i termini, gli sviluppatori tirino fuori un prodotto non ottimale, o comunque diverso da quello che avevano in mente.

Il punto di forza dei giochi indie è proprio l’assenza di pressioni e scadenze, quindi gli sviluppatori possono dedicarsi senza nessuna fretta a realizzare il prodotto come meglio credono.

‌‌I primi giochi indie nascono per PC all'inizio degli anni 90, ma finiscono subito per perdere l'attenzione del pubblico a causa della nascita dei videogame 3D; questi ultimi infatti portarono gli sviluppatori indie a dedicarsi principalmente alle modifiche di giochi già esistenti (le cosidette MOD).

Verso la seconda metà degli anni 2000 gli indie, grazie anche allo sviluppo di internet e alla nascita di piattaforme per la distribuzione digitale, hanno un nuova rinascita; nascono infatti nuovi strumenti di sviluppo (Adobe Flash, Game Maker, RPG Maker e molti altri) che permettono sempre più facilmente di creare il proprio progetto senza essere dei programmatori esperti (in alcuni software non è necessario conoscere alcuna linea di codice).

Naturalmente arrivare ai livelli grafici degli standard odierni è quasi impossibile per un indie, in quanto le risorse economiche da investire nello sviluppo del comparto grafico sono limitate. Ecco perché questo tipi di prodotti punta su altri aspetti, che possono alle volte superare quelli dei giochi creati da una Software House:

‌‌-  La narrativa: Avere una storia intrigante, con un filo logico ben definito, è la base di qualsiasi videogame che ne preveda una. Questo porta l’utente ad appassionarsi al prodotto a prescindere dalla resa grafica.

‌‌- Meccaniche innovative: l'utilizzo di meccaniche di gioco mai viste, o la rivisitazione di quelle gia esistenti portano il prodotto ad avere una vera e propria identità personale. Quest può far si che il gioco venga conosciuto e ricordato proprio per il suo stile particolare. L’Indie più famoso al mondo (Minecraft) è diventato il maggior esponente del genere SandBox grazie al suo stile di gioco e alle meccaniche totalmente innovative, alle quali si sono ispirati tanti altri videogiochi.

‌‌- Colonna sonora gradevole: naturalmente uno studio Indie non sempre ha la possibilità di creare da zero il comparto sonoro del proprio prodotto. Fortunatamente al giorno d’oggi è possibile scaricare effetti sonori e tracce audio su siti specializzati, sia con licenze freeware che dietro pagamento di cifre molto modeste. L’importante è far sì che le varie musiche e gli effetti sonori non siano buttati a caso ma che appaiano in armonia con quello che stiamo vedendo a schermo.

‌‌Puntando su questi fattori non è assolutamente necessario avere una grafica di livello elevato. Se ci facciamo caso infatti la maggior parte dei giochi Indie utilizza volutamente una grafica retrò, perché è uno stile che conserva anche oggi il suo fascino e non va ad inficiare sulla qualità del prodotto.

Anche la commercializzazione del gioco non è più un problema, grazie alle varie piattaforme di distribuzione presenti sul web. Attualmente Steam è forse la più famosa per quanto riguarda i videogame per PC, mentre i vari Store (PlayStation, Microsoft, ecc..) lo sono per chi si dedica al mondo delle console.

Anche ‌‌in ambito MOD si è avuto un grande sviluppo in questi ultimi anni, e molte software house mettono proprio a disposizione degli utenti dei tool che permettono di manipolare texture, modelli poligonali e codice sorgente. In tal modo gli appassionati di un determinato titolo possano sbizzarrirsi ad aggiungere o modificare vari elementi all’interno del gioco. Queste MOD vengono poi distribuite dagli stessi utenti in determinate piattaforme, per renderle accessibili a chi volesse farne uso.

Volendo prendere d’esempio The Elder Scroll V: Skyrim (2011) la community è talmente attiva nel campo delle MOD che ancora adesso, a quasi 10 anni di distanza, è possibile trovarne sempre di nuove e varie, portando così la rigiocabilità del titolo a livelli estremi.

‌In definitiva possiamo dire che, grazie alle tecnologie odierne, è possibile dar spazio alle proprie idee senza investire un patrimonio o avere un team numeroso. Con la passione e la dedizione chiunque può diventare uno sviluppatore provetto.

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