La macchina Michela è uno strumento meccanico, simile alla tastiera di un pianoforte, utilizzato nel Senato della Repubblica Italiana per la stenotipia.

Il metodo Michela è basato su un sistema di scrittura fonetico che permette di trascrivere rapidamente le discussioni parlamentari; fu inventato nel 1862 e successivamente brevettato da Antonio Michela Zucco. Oggi viene utilizzato assieme a un software che permette agli stenografi di incrementare ulteriormente l'efficienza di trascrizione delle discussioni.

Il Professor Michela Zucco ricevette all'epoca diversi riconoscimenti; a testimonianza della validità della scoperta esiste perfino una lettera firmata da Giuseppe Garibaldi: «Caprera, 16 dicembre 1877,
Desidero che l'utilissima scoperta del professor Michela sia messa in opera»

Come riportato dal sito senato.it, il sistema di stenografia meccanico italiano ebbe un importante evoluzione con l'introduzione della tecnologia elettronica e informatica:

La trascrizione in chiaro dello stenoscritto è da sempre l' obbiettivo di tutti i sistemi di stenotipia. Il problema fu avvertito già con l'adozione della Michela al Senato del Regno, quando fu necessario istruire i preesistenti stenografi a mano. Antonio Michela Zucco nel suo brevetto del 1876 prefigurava per il suo trovato "la riproduzione di un discorso col mezzo dell'elettricità"; ci è voluto quasi un secolo per tradurre questa opzione in realtà.
Alla fine degli anni Sessanta la tastiera Michela fu modernizzata dalla ditta Vergoni di Perugia, sostituendo l'originario treppiedi in legno con una tastiera meccanica più compatta. Nel corso degli anni Settanta giunsero le prime tastiere elettroniche che permettevano la traduzione in chiaro, sillaba per sillaba, consentendo la lettura delle strisce anche a persone non addestrate; con l'avvento dei primi elaboratori iniziarono le sperimentazioni per ottenere una traduzione non più in sillabe, ma direttamente in parole.
Nel 1988 la ditta Tecnidata di Pisa importò in Italia il software «Advocat» (uno dei più utilizzati) e lo applicò alla Michela. Nacque così un'innovativa tastiera dotata di memory-card, display e stampante, in grado di registrare gli stenogrammi o di inviarli in tempo reale ad un pc, che fu adottata dal Senato a partire dal 1996.
Nel 2004 l'esigenza di una reingegnerizzazione portò alla realizzazione della tastiera oggi in uso, che si interfaccia al computer mediante il protocollo MIDI comunemente utilizzato nelle tastiere musicali. A partire dal 2009, a seguito di un ulteriore ammodernamento, la tastiera è stata dotata di stampante ad infrarossi e, in abbinamento con il software "Total Eclipse", consente la trascrizione di dibattiti real time perfettamente sincronizzata con la registrazione audio digitale.
Mostra macchine stenografiche presso il Senato della Repubblica

Con l'avvento della digitalizzazione potrebbe sembrare costoso e obsoleto mantenere un sistema con dipendenti specializzati e strumentazioni specifiche, soprattutto se pensiamo ai programmi di riconoscimento vocale e alle registrazioni audio e video in tempo reale eseguite ad ogni seduta parlamentare.

E tuttavia i metodi stenografici vengono ancora utilizzati nell'ambito istituzionale, non solo in Italia. Per esempio, negli Stati Uniti e in Canada sono utilizzati per trascrivere rapidamente i dibattiti, non solamente politici, per poi metterli a disposizione su internet. Un altro campo d'applicazione importante consiste nel garantire l'accessibilità ai contenuti da parte di persone non udenti.

Attualmente il software per la decrittazione delle note stenografiche è dotato di algoritmi di intelligenza artificiale e rappresenta la punta di diamante della tecnologia; i sistemi di riconoscimento vocale automatico commettono in effetti ancora diversi errori di trascrizione, sopratutto nella punteggiatura, e presuppongono l'intervento umano per essere corretti.

Il metodo Michela è un primato italiano, infatti da decenni nelle più importanti competizioni mondiali di stenografia meccanica gli stenografi del Senato si posizionano ai vertici delle classifiche. Certo bisogna anche ammettere che i compensi di uno stenografo del Senato a fine carriera sono simili a quelli di un atleta fuoriclasse!

Con il metodo Michela è stata trascritta la storia politica d'Italia e indubbiamente questo sistema conserva un patrimonio storico che forse vale la pena custodire e ricordare. Anche al giorno d'oggi poi i metodi stenografici non sono da sottovalutare; possono venire utilizzati infatti per scrivere codice sorgente di un software o immagazzinare rapidamente informazioni provenienti da registrazioni audio.

Servizio RAI funzionamento macchina Michela

Fonti:

Il sistema «Michela». Note storiche e tecniche da senato.it